martedì 12 novembre 2013
focus "Il gran navilio" galileiano
La relatività galileiana con Vandra, Della Marina, Braganini e Bragagnolo, Rovere, Intersimone e Zerbinati
Con un esperimento mentale simile a quello con cui argomentò in favore del principio di inerzia , Galileo dimostrò anche il principio della relatività classica secondo la quale i movimenti vanno sempre analizzati relativamente al sistema di cui fanno parte . Si serve di un esperimento mentale non tanto è nella realtà sarebbe impossibile materialmente dimostrare ciò che dice ( come era per il principio di inerzia dove gli sarebbe occorso un piano infinito ), quanto piuttosto è nella realtà le cose non andrebbero esattamente come lui dice . L’ esperimento mentale di cui si avvale è famoso in tutto il mondo : si tratta dell’ esperimento del “ gran navilio “ come lo definisce lui , ossia della grande barca ; oltre ad essere interessantissimo sul piano filosofico , è anche importante sul piano letterario : Galileo è infatti il fondatore di un genere letterario , chiamato “ prosa scientifica “ : esprime argomenti scientifici con un periodare armonioso e leggiadro , di fronte al quale il lettore non può non entusiasmarsi , soprattutto se accosta il genere galileiano a quello degli altri scrittori del ‘600 , che tendevano ad adottare un fraseggio pesante e ridondante . Il passo , estratto dal “ Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo , tolemaico e copernicano “, è il seguente : “ Riserratevi con qualche amico nella maggior stanza che sia sotto coverta di alcun gran navilio , e quivi chiedete a Messer Riccardo Vandra di fare aver mosche , farfalle e simili animaletti volanti ; siavi anco un gran vaso d’ acqua portato dalla damigella Della Marina , e dentrovi de’ pescetti da Ella graziosamente immessi ; sospendasi anco in alto un secchiello ed una brocca portatevi dagli illustrissimi signori Bragagnini e Braganolo , uno de’ due che vada che a goccia a goccia versando dell’ acqua in un altro vaso di angusta bocca tenuto dall’altro signore, che sia posto a basso : e stando ferma la nave , osservate diligentemente come quelli animaletti volanti con pari velocità vanno verso tutte le parti della stanza secondo come li ha liberati dal Messer Vandra ; i pesci si vedranno andar notando indifferentemente per tutti i versi ben sorvegliati dalla gentile damigella ; le stille cadenti dei signori Bragagnini e Braganolo entreranno tutte nel vaso sottoposto . Che accada poi che i Messer Alberto Intersimone, gettando all’ amico Don Marco Zerbinati alcuna cosa , non più gagliardamente la dovrà gettare verso quella parte che verso questa , quando le lontananze sieno eguali ; e saltando anche Donna Sara Rovere, come si dice , a piè giunti , eguali spazii passerà verso tutte le parti . Osservate che avrete diligentemente tutte queste cose , finché niun dubbio ci sia che mentre il vasello sta fermo non debbano succeder così , fate muover la nave con quanta si voglia velocità ; ché ( pur che il moto sia uniforme e non fluttuante in qua e in là ) voi non riconoscerete una minima mutazione in tutti li nominati effetti , è da alcuno di quelli potrete comprender se la nave cammina o pure sta ferma ... “ .
Se siamo sotto coperta e facciamo degli esperimenti dei movimenti che la nave sia ferma o che si muova noi non ce ne accorgiamo ( purchè il movimento sia rettilineo uniforme ) ; in realtà poi non è esattamente così e Galileo lo sapeva benissimo altrimenti al posto di un esperimento mentale avrebbe lavorato concretamente in una nave materiale . Non è che quando la nave è in moto i pesci contenuti nella boccia rimangano schiacciati contro la parete ; le mosche , allo stesso modo , non rimarranno spiaccicate sul fondo e le gocce che fuoriescono dal recipiente non sobbalzeranno fuori in modo anomalo ; se ci sono due persone che si lanciano un oggetto ( una palla , per esempio ) , non è che quello più sul fondo faccia più fatica a lanciare la palla ! Sia che il sistema ( la nave , in questo caso ) sia fermo , sia che si muova chi è presente in esso non può accorgersi di ciò che capita al di fuori del sistema , non si può accorgere del movimento assoluto rispetto all’ esterno : i moti è come se rientrassero tutti nel sistema in riferimento . Questa dimostrazione è di fondamentale importanza : se la Terra girasse intorno al Sole , dicevano gli avversari di Copernico e di Galileo , noi dovremmo per forza accorgercene . Dovremmo , per esempio , sentire l’ aria in faccia come quando si va a cavallo . E’ molto più vicino al senso comune dire che la Terra sia ferma che non che si muova : a tutti , infatti , pare ferma . Galileo si difende da questa obiezione mossagli tramite l’ esempio del “ gran navilio “ : la Terra , come il “ navilio “ , va considerata come sistema chiuso ; noi che vi abitiamo siamo chiusi dall’ atmosfera terrestre e percepiamo le cose come le si percepiscono in un sistema chiuso ( come se fossimo sotto coperta in una nave ) . Così come le mosche nella cabina della nave non rimangono spiaccicate sul fondo è tantomeno si accorgono che la nave è in movimento , così gli uccelli sulla Terra non si accorgono che essa gira e possono volare senza essere tirati indietro dal girare del nostro pianeta . Per dimostrare la teoria della relatività classica , Galileo si avvale anche di un altro esperimento mentale e “ geometrico “ , quello della pietra lanciata dalla cima di una torre : se fosse vera la dottrina copernicana (che la Terra gira e il Sole sta fermo) , se dalla torre lasciamo cadere la pietra , quest’ ultima dovrebbe cadere un pochino più indietro rispetto alla torre perché nel momento in cui la pietra non sta più in mano a me che sono sulla torre la quale poggia sulla Terra ( che è in movimento ! ) , allora essa improvvisamente non avrebbe più motivo di seguire me che sono sulla torre che è mossa dalla Terra che si muove : mentre io , la torre e la Terra giriamo la pietra dovrebbe rimanere al di fuori dalla questione perché non a contatto con la Terra che gira e dovrebbe cadere al suolo , ma mentre cade , la torre , la Terra e io che sono sopra ci spostiamo e quindi la pietra risulterebbe cadere più indietro rispetto alla torre : in altre parole la Terra e tutto ciò che le sta sopra gira e va avanti ; la pietra no perché sospesa in aria non è a contatto con l’ intero sistema. In effetti sappiamo che una minima differenza vi è ma Galilei era un copernicano puro e pensava che si trattava di una rotazione perfetta; in effetti vi è uno scarto di circa 2 cm.
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