mercoledì 4 dicembre 2013

ECONOMIA LEZIONI N.5 E 6

Liceo Scientifico Statale “Giovanni Marinelli” Materia integrativa “Elementi di economia”- a.s. 2011-12 docente: prof. Pier Luigi D’Eredità SINTESI della lezione n.3 del 7 novembre 2011 INVESTIMENTO DI CAPITALE E SUO AMMORTAMENTO In economia, si intende per investimento l’ acquisto/utilizzo di beni economici che non sono destinati al consumo. Dunque la trasformazione del capitale in mezzi di produzione. In una definizione pratica l’investimento è l’impegno di risorse per acquisire beni o servizi capaci di fornire, in tempi successivi, profitto economico. Gli investimenti, dunque, sono operazioni finalizzate ad incrementare i beni capitali in un processo produttivo (investimento diretto) oppure ad acquistare valori e titoli finanziari (investimenti finanziari, meglio detti impieghi). Nel primo caso l'investimento consiste nell'utilizzo di una somma di denaro direttamente in un’impresa allo scopo di aumentare la sua capacità di generare reddito economico. Nel secondo caso l'investimento consiste in un utilizzo di una somma di denaro per acquistare titoli o valori al fine di ottenere un ricavo netto dalle operazioni di compravendita o un rendimento economico. Ovviamente decidere di spostare un capitale che si presenta nella forma della forza lavoro da un’azione ad un’altra è sempre un investimento poiché la forza-lavoro è un capitale. Esistono diversi investimenti distinti sulla base tipologica (mobiliari, immobiliari, obbligazionari, azionari, ecc.) o sulla base degli operatori (privati, pubblici, etc.) . Tuttavia, siccome questi non sono mai per definizione eterni, e dunque vengono sostituiti per usura o obsolescenza o destinati all'ampliamento della capacità, dovremo occuparci anche del concetto di ammortamento del capitale investito. L’ammortamento è un’operazione attraverso la quale si può quantificare l'usura fisica del materiale, per quanto si è effettivamente prodotta. Viene anche definito come consumo del capitale fisso, valutato sulla base del costo di sostituzione. Non dobbiamo confondere una prestazione con un investimento anche quando senza di quella nessun investimento sarebbe possibile. In un matrimonio, se uno dei due rinuncia a fare carriera per consentire quella dell’altro/altra, può dire di avere moralmente investito, potrà anche avere un risarcimento in caso di divorzio ma non può dire di avere economicamente investito. I calcoli che fanno i giudici, pure motivatissimi, non sono di natura economica ma giuridica. Dunque quando investo un capitale vuol dire che acquisisco un mezzo di produzione; questo mezzo avrà un suo ammortamento pari al periodo nel quale mi fornisce valore; quando il costo di sostituzione è inferiore a quello di funzionamento vuol dire che quell’investimento ha avuto il suo ammortamento. In sede industriale viene anche definito come consumo del capitale fisso .Anche in un prestito. Una cosa sono i soldi che devo restituire, un’altra l’investimento con quei soldi che corrisponde ad un qualcosa di solido. Tant’è che le banche, quando erogano un prestito finalizzato ad un investimento e non al consumo, dividono rate da interessi. Nel settore bancario l’investimento spesso lo si intende come un impiego di capitale a lunga scadenza per conseguire un reddito e/o incrementarne il valore o conservarne la sostanza. Forme più importanti dell'investimento di capitale: valori fondiari, beni immobili, averi in banca, valori mobiliari, ipoteche, metalli preziosi etc.. Le rate di ammortamento comprendono una quota di capitale e una di interessi:se fissiamo che R ( rate, in italiano ) è uguale alla somma di Q C ( quota capitale , in italiano ) + I (interesse, in italiano ) R=Q+I: R ( rate, in italiano ) = Q C ( quota capitale , in italiano ) + I (interesse, in italiano ) R=QC+ I L’ammortamento è sostanzialmente un’ operazione, non una caratteristica di un bene capitale. E’ sostanzialmente la ripartizione del costo di un investimento lungo tutto il periodo di utilizzo. Questa premessa è importante perché invece è espressione diffusa, riferendosi ad un bene capitale , quella di bene a lungo o medio o breve ammortamento. Propriamente, come la stessa parole poi suggerisce, l’ammortamento è un atto, una operazione attraverso la quale viene ricostituito un capitale contabile, cioè contabilizzabile, suscettibile di una valutazione netta. Si può dunque, per traslato considerare l’ammortamento di un capitale come il valore del deprezzamento di una immobilizzazione. L’ammortamento è dunque registrato tra i costi ed è deducibile dal reddito imponibile. È utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui bancari a tasso variabile il cosiddetto Euribor . Viene anche detto "parametro di indicizzazione". Il tasso euribor è molto usato. Si ricorda che il tasso euribor può avere anche oscillazioni sensibili in presenza di tassi ufficiali di interesse stabili così come avvenuto per esempio durante il periodo della crisi subprime ( ne parleremo più avanti…) che ha creato notevoli turbolenze nei mercati finanziari durante l'estate del 2007. Ma sui tassi dedicheremo due lezioni in modo specifico. Vale la pena di impossessarsi della terminologia fondamentale: Piano di ammortamento Piano di rimborso del finanziamento con l’indicazione della composizione delle singole rate (quota capitale e quota interessi), calcolato al tasso definito nel contratto. Ammortamento La rata prevede una quota capitale costante e una quota interessi decrescente. Pre-ammortamento Periodo iniziale del mutuo per il quale le rate pagate sono costituite dalla sola quota interessi Quota capitale costante quote che rimangono uguali per tutta la durata del finanziamento Spread Componente aggiuntiva in punti base che sommata al parametro variabile di riferimento va a formare il tasso complessivo a cui viene regolata l’operazione bancaria Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) Indica il costo totale del mutuo su base annua ed è espresso in percentuale sull'ammontare del finanziamento concesso. Comprende il tasso di interesse e altre voci di spesa, ad esempio spese di istruttoria della pratica e di riscossione della rata. Alcune spese non sono comprese, per esempio quelle notarili. Tasso d’ingresso Tasso applicato al finanziamento nel periodo di preammortamento tecnico, dalla data di stipula alla data di inizio dell’ammortamento o del preammortamento finanziario Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) Tasso di interesse pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze come previsto dalla legge. Tasso variabile Tasso di interesse che varia in relazione all’andamento di uno o più parametri di indicizzazione specificatamente indicati nel contratto Liceo Scientifico Statale “Giovanni Marinelli” Materia integrativa “Elementi di economia”- a.s. 2013-14 docente: prof. Pier Luigi D’Eredità SINTESI della lezione n. 6 del 18 novembre 2013 INVESTIMENTO DI CAPITALE E SUO AMMORTAMENTO In economia, si intende per investimento l’ acquisto/utilizzo di beni economici che non sono destinati al consumo. Dunque la trasformazione del capitale in mezzi di produzione. In una definizione pratica l’investimento è l’impegno di risorse per acquisire beni o servizi capaci di fornire, in tempi successivi, profitto economico. Gli investimenti, dunque, sono operazioni finalizzate ad incrementare i beni capitali in un processo produttivo (investimento diretto) oppure ad acquistare valori e titoli finanziari (investimenti finanziari, meglio detti impieghi). Nel primo caso l'investimento consiste nell'utilizzo di una somma di denaro direttamente in un’impresa allo scopo di aumentare la sua capacità di generare reddito economico. Nel secondo caso l'investimento consiste in un utilizzo di una somma di denaro per acquistare titoli o valori al fine di ottenere un ricavo netto dalle operazioni di compravendita o un rendimento economico. Ovviamente decidere di spostare un capitale che si presenta nella forma della forza lavoro da un’azione ad un’altra è sempre un investimento poiché la forza-lavoro è un capitale. Esistono diversi investimenti distinti sulla base tipologica (mobiliari, immobiliari, obbligazionari, azionari, ecc.) o sulla base degli operatori (privati, pubblici, etc.) . Tuttavia, siccome questi non sono mai per definizione eterni, e dunque vengono sostituiti per usura o obsolescenza o destinati all'ampliamento della capacità, dovremo occuparci anche del concetto di ammortamento del capitale investito. L’ammortamento è un’operazione attraverso la quale si può quantificare l'usura fisica del materiale, per quanto si è effettivamente prodotta. Viene anche definito come consumo del capitale fisso, valutato sulla base del costo di sostituzione. Non dobbiamo confondere una prestazione con un investimento anche quando senza di quella nessun investimento sarebbe possibile. In un matrimonio, se uno dei due rinuncia a fare carriera per consentire quella dell’altro/altra, può dire di avere moralmente investito, potrà anche avere un risarcimento in caso di divorzio ma non può dire di avere economicamente investito. I calcoli che fanno i giudici, pure motivatissimi, non sono di natura economica ma giuridica. Dunque quando investo un capitale vuol dire che acquisisco un mezzo di produzione; questo mezzo avrà un suo ammortamento pari al periodo nel quale mi fornisce valore; quando il costo di sostituzione è inferiore a quello di funzionamento vuol dire che quell’investimento ha avuto il suo ammortamento. In sede industriale viene anche definito come consumo del capitale fisso .Anche in un prestito. Una cosa sono i soldi che devo restituire, un’altra l’investimento con quei soldi che corrisponde ad un qualcosa di solido. Tant’è che le banche, quando erogano un prestito finalizzato ad un investimento e non al consumo, dividono rate da interessi. Nel settore bancario l’investimento spesso lo si intende come un impiego di capitale a lunga scadenza per conseguire un reddito e/o incrementarne il valore o conservarne la sostanza. Forme più importanti dell'investimento di capitale: valori fondiari, beni immobili, averi in banca, valori mobiliari, ipoteche, metalli preziosi etc.. Le rate di ammortamento comprendono una quota di capitale e una di interessi:se fissiamo che R ( rate, in italiano ) è uguale alla somma di Q C ( quota capitale , in italiano ) + I (interesse, in italiano ) R=Q+I: R ( rate, in italiano ) = Q C ( quota capitale , in italiano ) + I (interesse, in italiano ) R=QC+ I L’ammortamento è sostanzialmente un’ operazione, non una caratteristica di un bene capitale. E’ sostanzialmente la ripartizione del costo di un investimento lungo tutto il periodo di utilizzo. Questa premessa è importante perché invece è espressione diffusa, riferendosi ad un bene capitale , quella di bene a lungo o medio o breve ammortamento. Propriamente, come la stessa parole poi suggerisce, l’ammortamento è un atto, una operazione attraverso la quale viene ricostituito un capitale contabile, cioè contabilizzabile, suscettibile di una valutazione netta. Si può dunque, per traslato considerare l’ammortamento di un capitale come il valore del deprezzamento di una immobilizzazione. L’ammortamento è dunque registrato tra i costi ed è deducibile dal reddito imponibile. È utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui bancari a tasso variabile il cosiddetto Euribor . Viene anche detto "parametro di indicizzazione". Il tasso “Euribor” è molto usato. Si ricorda che il tasso “Euribor” può avere anche oscillazioni sensibili in presenza di tassi ufficiali di interesse stabili così come avvenuto per esempio durante il periodo della crisi subprime ( ne parleremo più avanti…) che ha creato notevoli turbolenze nei mercati finanziari durante l'estate del 2007. Ma sui tassi dedicheremo due lezioni in modo specifico. Vale la pena di impossessarsi della terminologia fondamentale: Piano di ammortamento Piano di rimborso del finanziamento con l’indicazione della composizione delle singole rate (quota capitale e quota interessi), calcolato al tasso definito nel contratto. Ammortamento La rata prevede una quota capitale costante e una quota interessi decrescente. Pre-ammortamento Periodo iniziale del mutuo per il quale le rate pagate sono costituite dalla sola quota interessi Quota capitale costante quote che rimangono uguali per tutta la durata del finanziamento Spread Componente aggiuntiva in punti base che sommata al parametro variabile di riferimento va a formare il tasso complessivo a cui viene regolata l’operazione bancaria Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) Indica il costo totale del mutuo su base annua ed è espresso in percentuale sull'ammontare del finanziamento concesso. Comprende il tasso di interesse e altre voci di spesa, ad esempio spese di istruttoria della pratica e di riscossione della rata. Alcune spese non sono comprese, per esempio quelle notarili. Tasso d’ingresso Tasso applicato al finanziamento nel periodo di preammortamento tecnico, dalla data di stipula alla data di inizio dell’ammortamento o del preammortamento finanziario Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) Tasso di interesse pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze come previsto dalla legge. Tasso variabile Tasso di interesse che varia in relazione all’andamento di uno o più parametri di indicizzazione specificatamente indicati nel contratto

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