mercoledì 4 dicembre 2013
economia lezioni n.7 e 8
Liceo Scientifico Statale “Giovanni Marinelli”
Materia integrativa “Elementi di economia”- a.s. 2013-14
docente: prof. Pier Luigi D’Eredità
SINTESI della lezione n.7 del 25 novembre 2013
La Borsa valori e le azioni, le obbligazioni
La parola borsa ha origini incerte: secondo alcuni risale alla parola greca byrsa, cioè "cuoio", con riferimento al contenitore delle monete. Secondo altri va messa in relazione con la famiglia fiamminga Van den Bourse, che nel XV secolo organizzò, nei dintorni del proprio palazzo ad Anversa, il primo mercato simile a una Borsa moderna. La Borsa può essere considerata come una sorta di "mercato delle azioni “, nel senso che i titoli di cui parleremo, dopo l'emissione da parte delle società, vengono quotati e quindi possono essere liberamente comprati e venduti. Come? Guardiamo questo grafico-didattico
Come si vede, siamo davanti ad un normale mercato: il mercante si compra quando la merce che vuole trattare (rivendere, cioè) ha un basso prezzo e rivendere quando il suo prezzo sale; nel nostro caso, si dovrebbe compra a regola se l'azione scende e poi la si rivende quando sale.
Ma cos'è esattamente un'azione?
L’azione è un titolo rappresentativo di quote del patrimonio di un'azienda. I possessori godono di diritti giuridici (per esempio la partecipazione alla proprietà dell'impresa) e patrimoniali (per esempio la partecipazione alla suddivisione degli utili). In Italia tutte le azioni sono nominative (cioè contengono l'indicazione del proprietario)
Le azioni possono essere di diverso tipo, oltre che ordinarie, come si è visto, anche privilegiate. Le Azioni privilegiate rispetto alle azioni ordinarie garantiscono all'azionista vantaggi nella ripartizione degli utili e in caso di liquidazione. Per contro, attribuiscono un diritto di voto limitato.
Le azioni dunque vengono quotate. Ma su quale base? Ebbene, fissato un valore nominale, il valore di scambio dipende dall’andamento del rapporto fra domanda ed offerta. Volendo avere una immagine generale e dunque non sicuramente utile alla singola transazione ma utile a comprendere l’andamento generale di una giornata borsistica, si può e deve guardare all’INDICE, e questo viene in genere tarato sull’andamento dei titoli più importanti, comparto per comparto; per esempio i primi 30 o 40 ( In Francia l’indice si chiama infatti CAC 40 , in Italia MIB 30) . Poi vi è ormai da tempo il mercato dei titoli in chiave telematica con i suoi valori , per esempio il NASDAQ; Il Nasdaq è il sistema di quotazione telematica dei titoli che non sono trattati nelle Borse valori organizzate ma che hanno a disposizione di un apposito mercato chiamato "over the counter". Importanza notevole hanno in questa fissazione le cosiddette Blue Chips
Le Blue chips sono titoli di una società che sia largamente presente in borsa, di sicura affidabilità e che sia in grado di assicurare una stabile remunerazione del capitale di rischio agli azionisti. E’ una espressione che deriva dal gioco del poker americano dove le.fìches di colore blu sono quelle che hanno maggior valore. Indica i titoli azionari più grandi e più affidabili. Per anni, a Wall Street, il titolo IBM è stato indicato come Big Blue, a conferma che si trattava del valore principale del listino. Oggi parleremmo invece di Microsoft o Google. Le azioni si possono acquistare anche tramite un O.P.A. OPA è un acronimo di "Offerta Pubblica di Acquisto". Viene proposta allo scopo di acquistare la totalità delle azioni di una società o un pacchetto rilevante. Chi lancia l'OPA deve dichiarare preventivamente il prezzo che intende pagare a chi metterà a disposizione i titoli e la quantità di azioni che intende prendere.
LEZIONE n.8 del 02/12/2013
LA BORSA, seconda parte
In Borsa esistono diversi modi di operare; si può fare riferimento a tre principali tipologie:
1.Azioni Le abbiamo studiate, si fa riferimento alla lezione n.7.
2.Obbligazioni. Le obbligazioni sono titoli di credito. Chi le emette, in sostanza, chiede un prestito che si impegna a restituire con gli interessi. A chiedere il prestito può essere lo Stato, e in questo caso si parla di titoli di Stato, un ente pubblico, o una società. Il rendimento delle cedole, è determinato anche dall'affidabilità finanziaria dell'emittente, che è il debitore. La cedola è la parte di un certificato obbligazionario corrisposta a scadenza regolare al possessore dello stesso. Per esempio, una cedola annuale del 10% sta a significare che il possessore riceverà, al termine di ogni anno, il 10% del valore nominale dell'investimento fatto.
Meno affidabile è l'emittente, più alti sono gli interessi che paga. Lo Stato, che per definizione non può fallire, è di solito il debitore più affidabile. Le cedole delle sue obbligazioni sono basse, molto vicine al livello dei tassi d'interesse ufficiali. Un'azienda può invece fallire e trovarsi a non poter ripagare i suoi creditori, compresi i sottoscrittori delle obbligazioni. Per questo motivo, le obbligazioni delle aziende hanno rendimenti superiori a quelle dei titoli di Stato dato che gli investitori sono disposti ad assumersi un rischio maggiore solo in cambio di rendimenti più alti.
Certificato di deposito , è un’obbligazione, un titolo che rappresenta un deposito vincolato, negoziabile, emesso da un ente creditizio, il quale viene venduto generalmente a un valore scontato rispetto al nominale in relazione al tasso di rendimento. Alla scadenza verrà restituita all'acquirente una somma pari al suo valore dichiarato.
Il discorso dell'affidabilità vale anche per i titoli di Stato emessi da Paesi che hanno seri problemi finanziari, come quelli dell'America Latina o altri. Ci sono agenzie internazionali specializzate nell'analisi dell'affidabilità di credito. Le più note sono Moody's e Standard&Poor's. I loro giudizi vanno da A, il migliore, fino a C, dato alle situazioni di reale rischio d'insolvenza. Le obbligazioni classificate con la C mostrano rendimenti molto alti, ma alte sono anche le probabilità di perdere parte dei soldi investiti. Ultimamente Grecia Irlanda Portogallo sono state giudicate realtà statali meno affidabili e declassate e forse anche la Spagna conoscerà il medesimo destino.
3. Fondi di investimento E' uno strumento di intermediazione finanziaria finalizzato a raccogliere i capitali dei risparmiatori per effettuare investimenti in titoli mobiliari. La ripartizione del rischio viene attuata mediante la diversificazione degli investimenti. La raccolta del risparmio avviene mediante l'emissione di quote delle "parti". Il patrimonio autonomo costituito da un portafoglio diversificato di attività, suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti e gestito in monte da una apposita Società di gestione. In sostanza il sottoscrittore di un fondo comune di investimento affida i propri risparmi alla società di gestione che investe i capitali, conferiti al fondo comune, in azioni, obbligazioni e altri valori mobiliari per conto e nell'interesse di tutti i partecipanti. Un fondo investe il patrimonio affidatogli dai risparmiatori in decine di titoli; chi lo sottoscrive acquista quindi un pezzetto di un portafoglio molto vario. È quindi sufficiente acquistare un solo fondo bilanciato, oppure uno flessibile, per ottenere un livello di diversificazione difficilmente raggiungibile da un investitore singolo.
Criteri generali per operare
Esistono indubbiamente delle regole generali ma va chiarito che l’operare con successo in borsa non fa capo ad una tecnica che si può apprendere scientificamente. Una regola fondamentale per investire con successo è quella di distribuire il capitale in diversi titoli e strumenti. La diversificazione diminuisce il livello di rischio e permette di cogliere le migliori opportunità di rendimento. Come in una dieta sana, si tratta di trovare un equilibrio tra le diverse componenti. Alcuni principi sono sempre validi, ma sta a te trovare la formula che meglio soddisfi le tue esigenze. La diversificazione tra diversi titoli è d'obbligo quando si investe nel mercato azionario, siamo infatti, in un territorio dove l'incertezza regna sovrana. Anche quando la Borsa in generale va bene, vi sono una molte azioni i cui prezzi scendono; perché gli ultimi profitti sono stati inferiori alle attese, perché le prospettive del settore sono cambiate, o per qualsiasi altro evento considerato negativo. Puoi selezionare accuratamente i titoli o ascoltare i migliori esperti, ma non ti metterai al riparo dall'eventualità che a scendere sia proprio il titolo che hai acquistato tu. Per questo l'unico modo efficiente di investire in Borsa è quello di acquistare più titoli diversificando i diversi settori.
Attenzione! Lo stesso evento può infatti avere conseguenze negative per un settore e positive per un altro. Se, per esempio, ho acquistato solo azioni di una società del settore trasporti e il prezzo del petrolio va alle stelle, probabilmente il valore delle mie azioni ne risentirà. Se invece, nel mio portafoglio ci sono anche azioni del settore alimentare, assicurativo (indifferenti ai rincari) e petrolifero (che si avvantaggia dei rincari), il risultato complessivo dell'investimento sarà migliore. In Borsa, più ampio è il ventaglio delle azioni, più sicuro è l'investimento. Una soluzione per ottenere una diversificazione comprando pochi titoli può però essere quella di investire prevalentemente in azioni delle grandi società di partecipazioni, società finanziare la cui caratteristica principale è quella di possedere un gran numero di altre società attive in diversi settori ma dopo lo shock dell’ottobre 2008 questa pratica è scoraggiata dai cosiddetti “titoli infetti”
I falsi amici
1. Letture di giornali
Quando la notizia appare sulla stampa è già vecchia e superata. Al massimo può far rumore ancora per un paio di giorni grazie all'intervento dei ritardatari. Nulla di più. Qualche spunto maggiore lo offrono talvolta i reports delle istituzioni finanziarie più serie. Intanto sono il frutto di valutazioni ponderate e poi, per loro natura, vanno ad alimentare lo stesso processo che propongono. E' probabile che un acquisto di titoli da parte di una grossa banca d'affari provochi altri acquisti che altrimenti non si avrebbero. La controindicazione è che qualche volta i suggerimenti dei reports possono non essere del tutto obiettivi o possono essere determinati forzatamente da situazioni contingenti. Si pensi a una situazione di forte rialzo e alla necessità per gli uffici studi delle istituzioni finanziarie di alzare i target dei vari titoli prima ancora, e non dopo, di trovare una giustificazione agli obiettivi di prezzo indicati.
2. Indiscrezioni, Rumors
Le soffiate, quelle vere, le possono dare solo gli insider, con gli effetti giuridici che la diffusione delle notizie provocherebbe. Non è escluso che grosse istituzioni finanziarie (Sim, Banche, Società di gestione) possano essere in possesso di notizie qualificate di qualche utilità. Ma allora la notizia si trova, diciamo, a metà strada tra la riservatezza e la diffusione. Il titolo interessato, con ogni probabilità, ha già cominciato a manifestare dei movimenti anomali che possono essere già stati colti con un'attenta analisi anche da chi non è in possesso della notizia. Però è anche vero che se chiunque di noi, in una fase di accentuata tendenza rialzista del mercato, spaccia per notizie confidenziali le proprie opinioni su 10 titoli quotati è più che probabile che almeno in un paio di casi faccia un'eccellente figura.
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